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Parità di trattamento tra i due sessi Direttiva 2004/113/CE

 

Tra i fattori tariffari rilevanti nei diversi rami vita e danni assume una discreta importanza quello relativo al sesso dell’assicurato.


Dal recepimento in Italia della Direttiva 2004/113/CE (d.lgs. del 6 novembre 2007, n. 196) concernente l’applicazione del principio di parità di trattamento tra i due sessi per l'accesso a beni e servizi, inclusi i servizi assicurativi – sono state introdotte delle condizioni entro le quali è comunque consentito alle imprese di applicare differenze "proporzionate" nei premi o nelle prestazioni individuali secondo il fattore sesso se supportati da dati attuariali e statistici pertinenti e accurati. In ogni caso è fatto espresso divieto alle stesse imprese d’assicurazione, operanti prevalentemente nel ramo malattia, di applicare differenze di premio in relazione ai costi della gravidanza e della maternità (v. comma 2, art 55-quater).

Spetta in ogni modo all’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni (ISVAP) esercitare i suoi poteri ed effettuare le attività necessarie, al fine di garantire che le differenze nei premi o nelle prestazioni, (v. comma 3, art 55-quater), abbiano a fondamento dati attuariali e statistici affidabili (v. Regolamento n. 30 del 12 maggio 2009).

In uno spirito di collaborazione con l’Istituto di Vigilanza, l’ANIA ritiene opportuno – per ciascun ramo assicurativo dove il fattore sesso è una variabile rilevante in termini di valutazione del rischio – rendere disponibili nella sezione Statistiche una serie di analisi comparative (c.d. benchmark) tra i due sessi, basate sulle banche dati associative che raccolgono i dati aggiornati sull’esperienza delle principali compagnie del settore assicurativo. Si evidenzia che tali analisi danno evidenza delle sole relativities del fattore sesso in funzione delle diverse classi di età e non fanno riferimento ad alcuna informazione sui premi commerciali applicati dalle imprese assicurative.

In particolare si precisa che:

- le analisi sono poste sotto forma aggregata e rappresentano una media generale di mercato;

- ciascuna impresa del mercato può discostarsi dai benchmark in base a dati di esperienza statisticamente pertinenti e accurati;

- le imprese nella fase di pricing utilizzano anche altri fattori di rischio dell’assicurato (es.: provincia di residenza, professione, età, ecc.);

- le imprese inoltre possono utilizzare altri strumenti contrattuali (es.: franchigie, scoperti ecc.).

Le analisi dei singoli rami analizzati rappresentano dei benchmark teorici, desunti dall’osservazione della sinistrosità media delle femmine in rapporto ai maschi; queste analisi si basano sulla evidenza storica della sinistrosità “pura” e non tengono conto di altri elementi tariffari come i caricamenti di sicurezza e le altre tipologie di caricamento connesse con l’attività d’impresa.

Per i dati di benchmark relativi ai rami vita si rimanda alla consultazione delle tavole di mortalità per sesso pubblicate dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT):

     Vita (http://demo.istat.it/unitav/index.html)