Il calcolo del premio, che servirà all’assicuratore per far fronte ai potenziali sinistri futuri provocati dagli assicurati, può essere effettuato soltanto attraverso stime basate sulle evidenze statistiche degli anni precedenti.
Articolazione dei premi di tariffa in rapporto alla probabilità di causare sinistri
L’assicuratore non può limitarsi ad applicare in maniera omogenea e indiscriminata a tutti i suoi assicurati il premio medio. Infatti, la probabilità di causare sinistri da parte dei singoli assicurati è differenziata. L’impresa di assicurazione deve pertanto tenere conto di questa diversa propensione al rischio, differenziando il premio in modo proporzionato all’effettiva intensità del rischio (premio equo). Sempre ricorrendo alle osservazioni statistiche del comportamento degli assicurati, si costituiscono gruppi con caratteristiche omogenee sulla base di variabili che incidono sulla probabilità di causare sinistri. Le variabili principali sono: la potenza del veicolo, la residenza del proprietario del veicolo (provincia o comune), i massimali di garanzia, l’età del proprietario, il sesso, l’anzianità di patente, la classe bonus malus. Dalle osservazioni di questi elementi si determinano dei coefficienti di maggiore o minore pericolosità che, applicati al premio medio, determinano la tariffa nella sua articolazione.
Parametri tariffari e personalizzazione
Ecco alcuni esempi di come funzionano i parametri tariffari che differenziano il premio, prendendo in considerazione prima i dati oggettivi riguardanti il veicolo e poi i dati soggettivi riguardanti l’assicurato.
Dati oggettivi (riguardanti il veicolo)
• Potenza del veicolo (in c.v. o kw)
È senza dubbio l’elemento più significativo che agisce sul premio: con il crescere della potenza del veicolo aumentano sia la frequenza di sinistri che il costo medio del danno.
• Provincia di immatricolazione del veicolo – Residenza del Proprietario
È l’elemento che, dopo la potenza, differenzia di più il premio. La provincia di immatricolazione individua l’area di circolazione prevalente del veicolo. Spesso le imprese di assicurazione, per la determinazione del premio di assicurazione, richiedono come dato il comune di residenza del proprietario, informazione questa più precisa per individuare la localizzazione del rischio.
• Alimentazione del veicolo
Il dato (diesel, benzina o gas) può essere indicativo della percorrenza annua. Risulta infatti dalle statistiche che i veicoli alimentati a gasolio, di norma posseduti da professionisti che usano l’auto per lavoro, provocano mediamente più incidenti di quelli alimentati a benzina.
• Presenza di A.B.S.
Si valorizza la sicurezza del veicolo attraverso una riduzione del premio, sia pur modesta, che trae origine da considerazioni tecniche.
• Presenza di doppio AIR – BAG
Si valorizza la sicurezza del veicolo attraverso una riduzione del premio, nella presunzione che anche il passeggero, in caso di incidente, sia più protetto.
Dati soggettivi (riferiti alla persona)
• Età dell’assicurato
È provato che i giovani provocano più incidenti; di solito le imprese pongono un limite tariffario di 24 - 25 anni al di sotto del quale applicano soprapremi.
• Sesso dell’assicurato
Le donne giovani provocano meno incidenti dei coetanei maschi: per esse il soprapremio per la giovane età è più contenuto.
• Anzianità di patente
I neopatentati provocano più incidenti: questo parametro potrebbe sovrapporsi a quello dell’età per cui è necessario valutare l’effetto combinato delle due variabili.
Le persone coniugate e con figli piccoli provocano meno incidenti.
• Modalità di utilizzo dell’auto
Chi usa l’auto per lavoro ha maggior probabilità di avere incidenti rispetto a chi la usa soltanto per diporto; questa informazione può essere convenientemente collegata alla professione.
• Identificazione del conducente unico o abituale
Quando il conducente dichiarato ha caratteristiche di rischio favorevoli si applica una riduzione del premio che tiene conto anche della limitata circolazione del veicolo sempre condotto da una stessa e sola persona.
• Il Bonus/Malus
Il Bonus/Malus (o sistemi similari: Pejus, No claims discount, ecc.) rappresenta la principale forma di personalizzazione del rischio e a posteriori agisce in maniera determinante sul premio, in relazione al reale comportamento manifestato dall’assicurato.
La tendenza è di accentuare l’ampiezza della forbice del sistema Bonus/Malus rispetto a quella utilizzata fino al 1994 in regime di tariffa amministrata (variabile dal 50% della tariffa base per la classe di massimo sconto al 200% per la classe di massima penalizzazione), per rendere più incisiva questa formula tariffaria che, influendo sul comportamento dell’utente, ha effetti positivi sulla riduzione della sinistrosità.
È chiaro che ciascuna impresa impiega in modo strategico la propria clausola Bonus/Malus, come variabile tariffaria che deve essere coordinata, nei suoi effetti sul premio, con gli altri parametri di rischio utilizzati nella costruzione della tariffa aziendale.
Oneri fiscali e parafiscali
Sui premi imponibili dell’assicurazione di responsabilità civile auto gravano l’imposta del 12,50% e il contributo al Servizio Sanitario Nazionale per un’aliquota del 10,50%: quest’ultimo è un importo versato dagli assicurati alla compagnia di assicurazione, e da questa allo Stato, per compensare, in via forfettaria, i costi sostenuti dalle strutture sanitarie per la cura ed il ricovero degli infortunati in incidenti stradali.