Le recenti riforme pensionistiche prevedono una progressiva riduzione delle prestazioni e quindi del “tasso di sostituzione”, ossia del rapporto tra la pensione e l’ultima retribuzione. Tale riduzione sarà via via più significativa, soprattutto per chi oggi è giovane.
Fonti pubbliche stimano che un dipendente che andrà in pensione nel 2030 potrebbe attendersi una copertura pensionistica pubblica vicina al 50% dell’ultimo reddito. Tale percentuale può essere anche inferiore i lavoratori autonomi e i liberi professionisti. Ecco perché è importante fare una valutazione della propria situazione previdenziale e degli obiettivi di integrazione pensionistica che si vogliono ottenere, al fine di valutare attentamente la pianificazione dei propri risparmi e di effettuare scelte consapevoli.
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