ANIAASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA LE IMPRESE ASSICURATRICI

Statuto

TITOLO I

Costituzione e scopo

Art. 1. - Denominazione e sede

E’ costituita fra imprese ed enti autorizzati dall’IVASS–Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni, ad esercitare le assicurazioni, le operazioni di capitalizzazione e quelle di gestione dei fondi pensione, nonché la riassicurazione, e sedi secondarie in Italia di imprese di assicurazione e di riassicurazione con sede legale all’estero esercenti le attività predette, un’Associazione che assume la denominazione “ANIA–Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici”.

L’ANIA ha la sua sede in Roma.

Art. 2. - Scopi

L’Associazione, che non ha fine di lucro, ha per scopi:

a. di tutelare gli interessi del settore coniugandoli con gli interessi generali del Paese nella costruzione di un modello di sviluppo sostenibile riconosciuto dalle Istituzioni e dall’opinione pubblica;
b. di valorizzare l’assicurazione ed il settore assicurativo come fattori essenziali dell’economia e della società italiana e come sistema chiaro e trasparente che si pone al servizio dell’utenza, in una logica di mercato e di competizione fra le imprese;
c. di svolgere ogni opportuna azione per diffondere una più ampia ed approfondita conoscenza della funzione, dei problemi, delle condizioni dell’industria assicurativa, con particolare riguardo alla prevenzione del rischio;
d. di rappresentare i soci ed il mercato assicurativo italiano, nei modi previsti dalla legge o dai relativi statuti o regolamenti, in organismi pubblici, enti od associazioni nazionali, internazionali o sopranazionali, nei quali il settore abbia o possa avere interessi diretti od indiretti;
e. di provvedere, nell’interesse dei soci, in modo esclusivo al regolamento collettivo dei rapporti di lavoro, sia autonomo che subordinato, nei confronti di associazioni di prestatori d’opera, qualunque forma esse assumano, con facoltà di trattare e risolvere, in quanto possibile mediante opportuni accordi collettivi, le eventuali divergenze, fuorché per quei soci che, entro dieci giorni dal ricevimento dell’avviso di inizio delle trattative loro notificato dall’Associazione, abbiano comunicato, a mezzo lettera raccomandata, di voler svolgere le trattative stesse in via autonoma e separata con l’assistenza dell’Associazione;
f. di provvedere allo studio e di collaborare, anche con altri enti o associazioni, alla risoluzione di problemi di ordine tecnico, economico, finanziario, amministrativo, fiscale, sociale, giuridico e legislativo, riguardanti l’industria assicurativa;
g. di raccogliere ed elaborare tutti gli elementi, notizie e dati che possano comunque avere interesse per il settore;
h. di fornire in ogni sede un’assidua assistenza ai soci su tutte le materie di loro interesse;
i. di promuovere iniziative atte a favorire l’istruzione professionale degli addetti all’attività assicurativa;
l. di svolgere ogni altra attività comunque utile per il raggiungimento dei suoi fini.

L’Associazione aderisce alla Federazione delle Banche, delle Assicurazioni e della Finanza (FeBAF) per il perseguimento degli scopi statutari.

TITOLO II

Soci effettivi e soci corrispondenti

Art. 3. - Soci effettivi

Possono essere ammessi a far parte dell’ANIA in qualità di soci effettivi le imprese e gli enti autorizzati dall’IVASS – Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni, all’esercizio delle attività di cui all’art. 1, nonché le sedi secondarie in Italia di imprese con sede legale all’estero esercenti le stesse attività, che ne facciano domanda nei modi di cui al successivo art. 5, esercitino l’attività da almeno tre anni e si obblighino all’osservanza del presente statuto e delle deliberazioni che, in base ed in conformità dello statuto stesso, siano prese dagli organi competenti.

Le sedi secondarie di imprese estere e le imprese controllate da altra impresa che sia già socio effettivo dell’ANIA possono essere ammesse in qualità di socio effettivo anche se non abbiano ancora compiuto, al momento della domanda di ammissione, tre anni di attività.

Art. 4. - Soci corrispondenti

Possono essere ammesse a far parte dell’ANIA in qualità di soci corrispondenti le imprese e gli enti autorizzati dall’IVASS – Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni, all’esercizio delle attività di cui all’art. 1, che non abbiano ancora compiuto, al momento della domanda di ammissione, tre anni di attività, nonché le sedi secondarie in Italia di imprese con sede legale all’estero e le imprese con sede legale in altri Stati facenti parte dello Spazio Economico Europeo operanti in Italia in regime di libertà di prestazione, indipendentemente dal requisito di anzianità.

I soci corrispondenti hanno gli stessi obblighi dei soci effettivi ed hanno eguale diritto alle prestazioni associative di informazione, di assistenza e di consulenza, senza però avere diritto al voto nella Assemblea e nelle riunioni delle Commissioni permanenti; inoltre non possono essere chiamati a ricoprire cariche associative così come non lo possono i loro rappresentanti o dirigenti, in tale loro qualifica.

Art. 5. - Procedura per l’ammissione

La domanda di ammissione in qualità di socio effettivo, o in qualità di socio corrispondente, deve essere presentata dal rappresentante legale dell’impresa al Presidente dell’Associazione e deve contenere l’indicazione della denominazione sociale, della sede, delle persone dei rappresentanti legali, dei rami esercitati in Italia, nonché del provvedimento di autorizzazione all’esercizio delle assicurazioni private.

Sulla domanda si pronuncia il Consiglio direttivo che informerà della sua decisione l’Assemblea.

I soci, effettivi o corrispondenti, sono tenuti a prestare la loro collaborazione all’Associazione, con spirito di solidarietà, per la realizzazione dei fini istituzionali della stessa.

Art. 6. - Imprese ed enti non soci

Le imprese ed enti autorizzati all’esercizio delle attività di cui all’art. 1, ancorché non abbiano la qualità di soci, possono essere ammessi dal Consiglio direttivo a fruire dell’assistenza tecnica dell’ANIA, dietro rimborso delle spese nell’importo determinato dallo stesso Consiglio.

Art. 7. - Contributi

I soci, effettivi e corrispondenti, al momento della loro adesione debbono versare un contributo di ammissione stabilito annualmente dal Consiglio direttivo. Essi debbono altresì corrispondere annualmente un contributo fisso, nella misura determinata dal Consiglio direttivo.

I soci effettivi sono inoltre tenuti a versare, in una o più volte a richiesta del Consiglio direttivo, i seguenti contributi annuali:

1. un contributo commisurato all’ammontare dei premi lordi contabilizzati dell’esercizio, determinati come in appresso, risultanti, per ciascuno di essi, dall’ultimo bilancio ed applicando la chiave di riparto di seguito indicata;

2. un contributo commisurato all’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro subordinato sostenute da ciascuno di essi.

Ai fini della determinazione dei due contributi di cui al precedente comma, l’ammontare del fabbisogno dell’Associazione risultante dal bilancio preventivo approvato dall’Assemblea a norma dell’articolo 14, previa deduzione dell’importo che verrà coperto con il gettito del contributo fisso versato dai soci effettivi, viene ripartito in due quote, una corrispondente all’85% dell’ammontare stesso e l’altra corrispondente al restante 15%. Il contributo di cui al numero 1 del comma precedente è destinato alla copertura della prima quota così ottenuta. Esso si determina tenendo conto:

a) dei premi del lavoro diretto italiano, in ragione del 70% per i rami di cui ai numeri I, II e IV dell’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, in ragione del 10% per i rami di cui ai numeri III, V e VI dello stesso art. 2, comma 1, e del 100% per tutti i rami danni di cui all’art. 2, comma 3, del citato decreto legislativo. Sono esclusi dal computo i premi acquisiti da sedi secondarie situate in altro Stato membro o facente parte dello Spazio Economico Europeo; sono assoggettati allo stesso trattamento anche i premi acquisiti da sedi secondarie situate in Italia di imprese con sede legale in altro Stato membro o facente parte dello Spazio Economico Europeo;

b) dei premi del lavoro indiretto, sia italiano sia estero, in ragione del 25%;

c) dei premi del lavoro diretto di sedi secondarie situate in Stati non facenti parte dello Spazio Economico Europeo, in ragione del 20%.

Su 1/3 della somma dei premi di cui al precedente comma si applica un’aliquota dell’1 per mille e sui residui 2/3 un’aliquota dello 0,95 per mille fino a 5.165.000,00 Euro e dello 0,80 per mille su quanto eccede i 5.165.000,00 Euro. Il contributo di cui al numero 2 del secondo comma è dato dall’importo che si ottiene ripartendo tra tutti i soci effettivi l’ammontare della seconda quota del fabbisogno, determinata come indicato al terzo comma, in proporzione dell’ammontare delle spese da ciascuno di essi sostenute per prestazioni di lavoro subordinato, quale risulta dall’allegato n. 32 alla nota integrativa al bilancio di esercizio, redatta in conformità delle disposizioni del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173.

I contributi corrisposti non sono trasferibili a terzi.

Qualora il versamento del contributo di cui al n. 1 del secondo comma dia un gettito complessivo superiore all’ammontare della quota del fabbisogno che esso è destinato a coprire, le aliquote indicate al quarto comma vengono proporzionalmente ridotte per eguagliare il gettito all’ammontare di tale quota; corrispondentemente, le stesse aliquote vengono proporzionalmente aumentate qualora il gettito del contributo risulti inferiore all’ammontare della quota predetta.

Il limite di 5.165.000,00 Euro di cui al precedente quarto comma viene di anno in anno aumentato o ridotto in proporzione degli aumenti o rispettivamente delle riduzioni accertate nei confronti dell'imponibile complessivo dei soci, fissato convenzionalmente in 260.000.000,00 di Euro, assunto come base, trascurando gli aumenti o le riduzioni inferiori al 20% di detta base.

Eventuali contributi suppletivi o straordinari debbono essere approvati dall'Assemblea e ripartiti in proporzione dell'ammontare del contributo di cui al secondo comma, n. 1, accertato per l'esercizio.

Contributi speciali per specifiche iniziative che comportino consistenti oneri a carico della generalità delle imprese ovvero a carico delle imprese che esercitano determinate attività possono essere deliberati dal Comitato esecutivo a carico dei soci effettivi e corrispondenti.

Contributi speciali possono altresì essere deliberati dalle Commissioni permanenti, nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento di cui all’art. 17, primo comma, lett. e), per provvedere a spese, ritenute di specifico interesse nelle materie di competenza, da porre a carico delle imprese esercenti il ramo od i rami considerati ovvero interessate ad un determinato problema. Le delibere debbono indicare i criteri di ripartizione del contributo fra le imprese e devono essere comunicate, per notizia, al Consiglio direttivo.

Per gli associati facenti parte di un gruppo viene calcolata una contribuzione complessiva, costituita da:

a. tanti contributi fissi di cui al primo comma, secondo periodo, quante sono le entità del gruppo aventi le caratteristiche di cui agli artt. 3 e 4, ancorché non associate;

b. i contributi annuali di cui al secondo comma, calcolati relativamente a tutte le entità del gruppo aventi le caratteristiche di cui all’art. 3, ancorché non associate, prendendo come base i dati e i criteri di determinazione di cui ai commi terzo, quarto, quinto, settimo e ottavo;

c. i contributi suppletivi e straordinari di cui al nono comma, ripartiti in proporzione dell'ammontare del contributo di cui al secondo comma, n. 1, accertato per l'esercizio e calcolati secondo i criteri di cui alla lettera b. che precede;

d. i contributi speciali di cui al decimo comma, calcolati con i criteri di ripartizione indicati nella delibera di adozione con riferimento a tutte le entità del gruppo aventi le caratteristiche di cui all’art. 3 e, se del caso, 4, ancorché non associate.

Ciascun associato facente parte del gruppo è tenuto al pagamento di una quota della contribuzione complessiva in proporzione alla propria quota dei parametri presi in considerazione nella delibera di adozione, salvo che, nel caso in cui la capogruppo sia associata, essa stessa od impresa da questa designata richieda una diversa ripartizione, entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta di pagamento del contributo di che trattasi. In tal caso la capogruppo risponde solidalmente con ciascuna associata del pagamento delle relative quote e manleva l’Associazione da ogni conseguenza negativa derivante dalla diversa ripartizione delle quote.

Art. 8. - Diritti ed obblighi dei soci

L'esercizio dei diritti statutari spetta ai soci effettivi e corrispondenti che siano al corrente con i pagamenti dei contributi dovuti.

Ogni socio, effettivo o corrispondente, è tenuto all'osservanza delle norme del presente Statuto e delle deliberazioni prese dagli organi associativi nell'ambito della loro competenza statutaria.

Nell'autonomo svolgimento della propria attività, ciascuno dei soci deve inoltre uniformare la sua condotta allo spirito associativo ed alle regole della concorrenza di mercato, nonché alla dignità ed alla serietà professionale e tecnica che si impongono alla categoria, attenendosi alle norme di comportamento stabilite con apposito regolamento di esecuzione.

Art. 9. - Sanzioni disciplinari

Qualora un organo dell'Associazione od un socio riscontrino una inosservanza degli obblighi di cui all'articolo precedente od un comportamento comunque incompatibile con tali obblighi, il Presidente dell'Associazione, se richiestone per iscritto, ne rimette l'esame al Collegio dei Probiviri, il quale, ove ritenga che i fatti denunciati abbiano rilevanza, li contesta all'impresa interessata, invitandola a presentare entro 20 giorni le proprie deduzioni. Entro 60 giorni dalla scadenza del predetto termine, il Collegio, sentito, se lo ritiene opportuno, il legale rappresentante dell'impresa interessata ed assunta ogni altra necessaria informazione, rimette al Presidente dell'Associazione il proprio parere sulla esistenza e sulla rilevanza dei fatti contestati agli effetti della sussistenza di una violazione degli obblighi di cui all'art. 8.

Presa conoscenza del parere del Collegio dei Probiviri, il Consiglio direttivo può adottare nei confronti dell'impresa socia, a seconda della gravità del caso, una delle seguenti sanzioni:

  1. richiamo scritto;
  2. sospensione temporanea dall'esercizio dei diritti inerenti alla qualità di socio, fermo restando l'obbligo di adempimento dei doveri relativi a tale qualità;
  3. esclusione ai sensi del successivo art. 10.

Art. 10. - Perdita della qualità di socio

La qualità di socio si perde:

  1. per recesso, che deve essere comunicato con lettera raccomandata e che non esonera il socio dagli impegni assunti fino alla data del recesso medesimo, compreso il pagamento della quota associativa. Gli effetti del recesso decorrono dall'inizio dell'anno successivo a quello della comunicazione, purché questa sia effettuata almeno tre mesi prima della fine dell'anno in corso;
  2. per esclusione, dovuta alla constatata violazione delle disposizioni del presente Statuto, del regolamento di esecuzione di cui all'art. 8 e delle deliberazioni statutariamente valide degli organi dell'Associazione;
  3. per revoca dell'autorizzazione.


Le imprese ed enti operanti in Italia ammessi a fare parte dell'ANIA come soci corrispondenti decadono dalla qualità di soci alla fine del terzo anno successivo a quello della loro ammissione, salva la facoltà di chiedere l'ammissione all'ANIA in qualità di soci effettivi a norma dell'art. 3. Le imprese ed enti operanti in Italia in regime di libertà di prestazione ed ammessi a far parte dell’ANIA in qualità di soci corrispondenti non sono soggetti a decadenza da tale qualità.

La cessazione dalla qualità di socio nei casi di cui al primo comma, lettere b) e c), ha effetto dal giorno in cui il Consiglio direttivo delibera l'esclusione o è intervenuto il provvedimento di revoca dell'autorizzazione, salvo restando l'obbligo del pagamento dei contributi dovuti per l'anno in corso.

Il Consiglio direttivo dà comunicazione all'Assemblea dei casi di perdita della qualità di socio, precisandone i motivi e la data di effetto.

La cessazione dalla qualità di socio dell’impresa determina la decadenza dei rappresentanti dalla stessa designati nel Consiglio direttivo.

TITOLO III

Organi dell'Associazione

Art. 11. - Organi dell'Associazione

Gli organi dell'Associazione sono:

  1. l'Assemblea;
  2. il Consiglio direttivo;
  3. il Comitato esecutivo;
  4. il Presidente ed i Vicepresidenti;
  5. il Collegio dei Revisori;
  6. il Collegio dei Probiviri.

Art. 12. - Assemblea

L'Assemblea è costituita da tutti i soci. Essa ha luogo in via ordinaria due volte all'anno, la prima in una data tra il 1° maggio ed il 31 luglio e la seconda in una data tra il 1° novembre ed il 31 dicembre. L'Assemblea ha luogo inoltre in via straordinaria ogni qualvolta lo ritengano opportuno il Presidente o il Consiglio direttivo o quando ne faccia richiesta almeno un quinto dei soci effettivi e nella domanda siano indicati gli argomenti da trattare.

L'Assemblea è convocata e presieduta dal Presidente dell'Associazione, il quale ne regola lo svolgimento. In assenza del Presidente presiede l'Assemblea il Vicepresidente più anziano di età presente.

La convocazione è fatta con avviso inviato a ciascuno dei soci ed ai revisori almeno dieci giorni prima di quello fissato per l'adunanza; l'avviso deve contenere l'indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione in prima e seconda convocazione e l'elenco delle materie da trattare.

In caso di urgenza è ammessa la convocazione con avviso spedito almeno cinque giorni prima per telegramma o per telex o telefax o per posta elettronica o tramite mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento.

Nell'Assemblea i soci possono essere rappresentati soltanto da persone che rivestano presso l'impresa o l’ente di appartenenza una delle cariche indicate all'art. 23, primo comma, o da dirigenti loro sostituti; essi però possono rilasciare deleghe ad altre persone che nella stessa Assemblea siano autorizzate a rappresentare altro socio.

Le deleghe possono essere rilasciate anche in calce o a tergo dell’avviso di convocazione.

All’Assemblea partecipano di diritto i Vicepresidenti, i membri del Consiglio direttivo, i Revisori, i componenti il Collegio dei Probiviri e i Direttori generali; essi tutti, come il Presidente dell’Associazione, non hanno diritto di voto, salvo che tale diritto competa loro in quanto rappresentanti di soci.

All’inizio della riunione, l’Assemblea elegge il proprio segretario, anche tra persone che non ne facciano parte.

Art. 13. - Costituzione e svolgimento dell'Assemblea

Le adunanze dell'Assemblea sono valide, in prima convocazione, quando siano presenti soci effettivi, rappresentati nei modi previsti all'art. 12, il cui numero raggiunga almeno quello della metà dei soci stessi e dei voti complessivamente loro spettanti e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci effettivi presenti e dei voti ad essi spettanti.

La prima e la seconda convocazione possono essere fissate per lo stesso giorno, con almeno un'ora di intervallo.

Ogni socio effettivo ha diritto ad un voto; ha diritto ad un voto ulteriore per ogni 26.000.000,00 di Euro di premi fino al limite di 260.000.000,00 di Euro e ad un altro voto ancora per ogni 52.000.000,00 di Euro di premi oltre il limite dei 260.000.000,00 di Euro con esclusione dei resti e calcolando i premi come indicato nel precedente art. 7 per il calcolo dei contributi.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti.

Per le deliberazioni che importino modificazioni dello Statuto o la nomina del Presidente è necessaria l'approvazione in prima convocazione di due terzi, e in seconda convocazione di un terzo, dei soci effettivi e dei voti complessivamente ad essi spettanti.

I sistemi di votazione sono stabiliti di volta in volta da chi presiede l'Assemblea.

Delle adunanze è redatto verbale su apposito registro, che viene firmato da chi presiede l'Assemblea e dal Segretario.

Art. 14. - Attribuzioni dell'Assemblea

Sono di competenza dell'Assemblea:

  1. l’approvazione della relazione annuale del Presidente, contenente gli indirizzi generali dell'azione dell'Associazione nonché l’approvazione delle linee strategiche e del piano pluriennale di attività di cui all’art. 18, quarto comma, lett. a);
  2. l’approvazione del bilancio preventivo e del conto economico e finanziario consuntivo dell'Associazione, unitamente alle relazioni dei Revisori, e le relative deliberazioni;
  3. l'elezione del Presidente dell'Associazione; dei componenti il Consiglio direttivo; del Collegio dei Revisori e del Collegio dei Probiviri;
  4. l'esame dei problemi di particolare importanza interessanti il settore che siano ad essa sottoposti dal Consiglio direttivo e le relative deliberazioni;
  5. la ratifica del regolamento di esecuzione di cui all'art. 8, terzo comma, deliberato dal Consiglio direttivo e delle eventuali modifiche del medesimo;
  6. la modifica, su proposta del Consiglio direttivo, delle quote percentuali di cui al primo periodo del terzo comma dell’art. 7;
  7. le modifiche dello Statuto e lo scioglimento dell'Associazione.

Art. 15. - Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è formato dal Presidente e da trenta componenti, eletti dall'Assemblea tra i rappresentanti dei soci effettivi.

La composizione del Consiglio direttivo è determinata in funzione del complesso dei contributi associativi, che comprendono i contributi ordinari di cui all’art. 7, secondo comma, e i contributi suppletivi, straordinari e speciali di cui all’art. 7, nono e decimo comma, primo periodo, da ultimo deliberati, ad eccezione dei contributi relativi alle Fondazioni promosse dall’Ania.

Sono rappresentati nel Consiglio, con due componenti ciascuno, i primi cinque soci e, con un rappresentante ciascuno, i successivi quattordici soci in ordine di contributi di cui al secondo comma. I rimanenti sei componenti vengono scelti tra i candidati designati dagli altri soci dell’Associazione.

Per la determinazione del numero dei componenti il Consiglio direttivo di cui ai commi precedenti, le imprese ed enti soci il cui controllo appartenga direttamente o indirettamente ad un medesimo soggetto si considerano come un unico socio avuto riguardo alla situazione esistente immediatamente precedente all’Assemblea che nomina il Consiglio; non si tiene conto tuttavia di colui che rivesta la carica di Presidente.

Qualora si verifichi una vacanza di posti, il Consiglio direttivo può completarsi nominando per cooptazione nuovi componenti designati dalle imprese socie, ai sensi del terzo comma del presente articolo. Analogamente si procede nel caso in cui si verifichino modifiche nella composizione dei gruppi.

Alle riunioni del Consiglio direttivo partecipano su invito, senza diritto di voto, i Direttori generali.

Possono essere invitati ad assistere alle riunioni tutti coloro la cui presenza è ritenuta opportuna da chi presiede.

I componenti il Consiglio direttivo durano in carica per un triennio, dall'Assemblea che li ha nominati sino alla seconda Assemblea ordinaria che si tiene nel terzo anno successivo. Essi sono rieleggibili.

Il Direttore generale competente, in occasione dell’assemblea di costituzione del Consiglio direttivo, adotta tutte le opportune iniziative al fine di garantire la piena attuazione del terzo comma, secondo periodo, del presente articolo.

Il Consiglio direttivo, in occasione della scadenza del proprio mandato, può modificare i criteri per la sua composizione previsti nei commi secondo e terzo del presente articolo, sottoponendoli all’approvazione dell’Assemblea.

Art. 16. - Riunioni e deliberazioni del Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è presieduto dal Presidente dell'Associazione. Esso si riunisce di norma almeno quattro volte all’anno e comunque ogni qual volta lo disponga il Presidente o ne facciano richiesta almeno otto membri del Consiglio.

In assenza del Presidente, le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Vicepresidente più anziano di età presente.

Il Consiglio nomina, anche al di fuori dei suoi componenti, un segretario.

Le riunioni del Consiglio sono valide con la presenza effettiva della metà più uno dei componenti in carica e le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti dei presenti, senza tener conto degli astenuti. Per la nomina dei Direttori generali, è necessario il voto favorevole dei due terzi del totale dei voti.

Ogni componente ha diritto ad un voto. E’ ammessa la delega del voto soltanto tra i rappresentanti di un medesimo socio.

I sistemi di votazione sono stabiliti da colui che presiede la riunione.

In caso di parità di voti, nelle votazioni palesi prevale il voto di chi presiede la riunione, mentre nelle votazioni segrete la proposta s'intende respinta.

Il Consiglio è convocato dal Presidente con avviso, inviato almeno otto giorni prima di quello fissato per la riunione, per telegramma o per telex o telefax o per posta elettronica o tramite mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento, contenente l'ordine del giorno della riunione stessa. In caso di urgenza è ammessa la convocazione con avviso inviato almeno tre giorni prima.

Art. 17. - Attribuzioni del Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo:

a. nell'ambito degli indirizzi generali indicati dall'Assemblea, fissa le direttive dell'azione dell’Associazione;
b. delibera, sentito il parere del Collegio dei Revisori, sulle remunerazioni e sulle indennità del Presidente e delle altre cariche di cui all’art. 23, ultimo comma;
c. nomina e revoca i Direttori generali (i) determinandone il numero, nonché il trattamento economico, (ii) definendo, su proposta del Presidente, le macroaree di competenza di ciascuno di essi e (iii) rimettendo al Presidente la definizione, modificazione e revoca delle attribuzioni specifiche a ciascuno di essi assegnate;  inoltre, su proposta del Presidente, delibera l’istituzione di nuovi servizi od uffici o la soppressione di servizi od uffici esistenti, nonché la nomina dei dirigenti;
c-bis. su proposta del Presidente nomina, tra i propri componenti, tre Vicepresidenti;
d. nomina, tra i propri componenti, i membri del Comitato esecutivo di cui all’art. 20 del presente Statuto e, con proprio regolamento, può stabilire criteri, ulteriori rispetto a quelli statutari, per la composizione ed il funzionamento del Comitato medesimo;
e. istituisce le Commissioni permanenti di cui all’art. 21, definendone i compiti e nominando i relativi Presidenti tra i propri membri e i componenti designati dalle imprese. Con proprio regolamento stabilisce i criteri per la loro composizione e il loro funzionamento;
f. delibera sui progetti di bilancio preventivo e di conto economico e finanziario consuntivo presentati dal Presidente e li sottopone all'Assemblea per l'approvazione;
g. stabilisce il regolamento di esecuzione di cui all'art. 8, terzo comma, e le eventuali successive modifiche del medesimo, fermo quanto previsto all'art. 14, lettera e), per la successiva ratifica da parte dell'Assemblea;
h. ratifica gli accordi collettivi stipulati ai sensi dell'art. 2, lettera e);
i. delibera sull'ammissione dei soci e prende atto del loro recesso, informandone l'Assemblea;
j. ammette le imprese non socie a fruire dell’assistenza tecnica, determinando l’importo dalle stesse dovuto a titolo di rimborso spese;
k. propone all’Assemblea le modifiche statutarie;
l. delibera sull'applicazione nei confronti dei soci delle sanzioni disciplinari previste dall'art. 9, secondo comma;
m. può istituire Gruppi consultivi, temporanei o permanenti, stabilendone i compiti e la composizione, aventi la finalità di coadiuvare l'Associazione nello svolgimento della sua attività e, salvo diversa deliberazione del Consiglio medesimo, coordinati dai responsabili degli uffici dell’Associazione competenti per materia;
n. espleta ogni altra attribuzione od incarico ad esso demandati dal presente Statuto o dall’Assemblea.

Il Consiglio direttivo, su proposta del Presidente, può costituire commissioni o gruppi di lavoro per l’esame di specifici problemi.

Art. 18. - Presidente

Il Presidente è eletto dall'Assemblea. Egli dura in carica per un triennio, dall'Assemblea che lo ha nominato sino alla seconda Assemblea ordinaria che si tiene nel terzo anno successivo, e può essere rieletto per non più di una volta, per il triennio successivo.

Il mandato del Presidente può essere prorogato, per un ulteriore triennio, con delibera dell’Assemblea approvata ai sensi dell’art. 13, comma 5, a condizione che non si esprima in senso contrario un terzo dei soci effettivi e dei voti complessivamente ad essi spettanti. Le astensioni non si considerano come voto contrario.

Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi, con facoltà di agire e resistere in giudizio, nominando avvocati e procuratori alle liti.

Egli:

  1. propone all’approvazione dell’Assemblea le linee strategiche ed un piano pluriennale di attività, previa approvazione del Consiglio direttivo;
  2. convoca e presiede l’Assemblea, il Consiglio direttivo e il Comitato esecutivo, stabilendo l’ordine del giorno delle riunioni, con potere di proporre deliberazioni ai suddetti organi;
  3. provvede per l’esecuzione delle deliberazioni dei predetti organi, dando al Direttore generale competente le deleghe e/o le istruzioni a tale fine necessarie;
  4. sovrintende allo svolgimento dell’attività dell’Associazione, delle società e degli altri enti da essa controllati ed alla gestione amministrativa, del personale e finanziaria della stessa Associazione e delle società e degli altri enti da essa controllati;
  5. presenta al Consiglio direttivo i progetti del bilancio preventivo e del conto economico e finanziario consuntivo predisposti a cura del Direttore generale competente e sottopone successivamente all’Assemblea i predetti progetti come deliberati dal Consiglio stesso;
  6. nella prima assemblea ordinaria di ciascun anno presenta all’Assemblea una relazione sull’andamento del mercato assicurativo e sull’attività svolta dall’Associazione;
  7. definisce, assegna, modifica e revoca le attribuzioni specifiche di ciascuno dei Direttori generali, ai sensi dell’art. 17, lett. c);
  8. provvede all’esecuzione di qualsivoglia attività non rientrante negli ambiti di competenza dei Direttori generali.


Spetta al Presidente il potere di firma degli atti dell’Associazione; egli può tuttavia delegare tale potere   ai Direttori generali e, per il compimento di specifici atti, anche a dirigenti dell’Associazione.

In caso di assenza od impedimento, il Presidente è sostituito nello svolgimento delle sue funzioni, con gli stessi poteri, dal Vicepresidente più anziano di età ovvero, in caso di assenza od impedimento di tutti i Vicepresidenti, dal Consigliere direttivo più anziano di età.

Qualora, per qualsiasi ragione, la carica di Presidente si renda vacante prima della scadenza del mandato, l’Assemblea per la elezione del nuovo Presidente deve aver luogo al più presto possibile e comunque non oltre il termine di due mesi. Nel periodo di vacanza svolge le funzioni del Presidente il Vicepresidente più anziano di età ovvero, in caso di assenza od impedimento di tutti i Vicepresidenti, il Consigliere direttivo più anziano di età, che eserciterà l’incarico per il tempo strettamente necessario. Il nuovo Presidente eletto dall’Assemblea resta in carica fino alla scadenza del mandato del predecessore e può essere rieletto per il triennio successivo.

Art. 19. - Vicepresidenti

Il Presidente è affiancato da tre Vicepresidenti eletti su sua proposta dal Consiglio direttivo tra i propri membri; almeno uno di essi non ricopre cariche presso i primi cinque soci determinati in applicazione dei criteri previsti dall’art. 15.

I Vicepresidenti eletti dal Consiglio direttivo durano in carica fino alla scadenza del Consiglio direttivo che li ha nominati, e possono essere rieletti nella carica, per non più di una volta fatto salvo quanto previsto dal comma successivo.

I Vicepresidenti possono essere rieletti in tale carica per una terza volta a condizione che non si esprima in senso contrario un terzo dei voti del Consiglio direttivo. Le astensioni non si considerano come voto contrario.

In assenza del Presidente, il Vicepresidente più anziano di età ovvero, in caso di assenza od impedimento di tutti i Vicepresidenti, il Consigliere direttivo più anziano di età, lo sostituisce nello svolgimento dell'attività di sua competenza e con gli stessi poteri.

Il Presidente può delegare a taluno dei Vicepresidenti alcune delle proprie attribuzioni, determinandone i limiti e le modalità di esercizio, mantenendo comunque facoltà di impartire direttive ai delegati e di avocare a sé operazioni rientranti nella delega.

Art. 20. - Comitato esecutivo

Il Comitato esecutivo è formato dal Presidente e da dieci componenti, inclusi i Vicepresidenti, che ne sono membri di diritto. I componenti sono nominati dal Consiglio direttivo tra i propri membri, tenuto conto dei criteri enunciati nel regolamento previsto dall’art. 17, primo comma, lett. d).

Il Comitato esecutivo, nell’ambito degli indirizzi generali, delle linee strategiche e delle direttive dell’azione indicati dall’Assemblea e dal Consiglio direttivo:

  1. delibera in ordine all’attuazione degli scopi dell’Associazione di cui all’art. 2, informandone il Consiglio direttivo;
  2. indirizza e monitora i lavori delle Commissioni permanenti e dei Gruppi consultivi e approva le risultanze del loro lavoro;
  3. nomina i rappresentanti dell’Associazione presso enti, amministrazioni pubbliche ed altri organismi;
  4. presenta proposte, anche di modifiche statutarie, al Consiglio direttivo;
  5. esercita eventuali poteri delegatigli dal Consiglio direttivo e tutti i poteri non attribuiti ad altri organi;
  6. esercita, al di fuori dei casi di cui alle lettere precedenti e in via d’urgenza, i poteri del Consiglio direttivo, salvo successiva ratifica di quest’ultimo;
  7. regolamenta l’utilizzo dei servizi erogati dall’Associazione con effetto vincolante per tutti i soci.


Il Comitato è convocato, senza particolari formalità, dal Presidente e si riunisce almeno otto volte all’anno e comunque secondo il calendario fissato annualmente dal Comitato stesso.

Art. 21. - Commissioni permanenti

Le Commissioni provvedono all’esame dei problemi concernenti uno o più rami di esercizio dell’attività assicurativa ovvero alla trattazione delle materie individuate dal Comitato esecutivo, ai sensi dell’art. 20, lett. b).

Il funzionamento delle Commissioni è regolato sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio direttivo ai sensi dell’art. 17, primo comma, lett. e).

Le Commissioni sono presiedute e coordinate da un rappresentante delle imprese socie con l’ausilio di un dirigente dell’Associazione competente per materia.

Spetta, in particolare, alle Commissioni:

- promuovere studi su aspetti tecnici ed economici, ivi inclusi quelli inerenti all’innovazione, di interesse del settore o dei diversi rami assicurativi;

- elaborare linee guida procedurali e comportamentali ritenute opportune per consentire di prestare il miglior servizio all’utenza;

- elaborare linee guida per lo sviluppo di iniziative in materia di sostenibilità ambientale, sociale ed economica;

- costituire gruppi di lavoro per la trattazione di problemi di competenza;

- deliberare spese a carico delle imprese esercenti un determinato ramo di attività ovvero interessate ad un particolare problema fino ad un importo massimo stabilito dal Consiglio direttivo. Della relativa delibera deve essere data comunicazione, per notizia, al Consiglio direttivo. Possono altresì proporre all’approvazione del Consiglio direttivo ed al Comitato esecutivo spese eccedenti l’importo massimo garantito.


I Presidenti delle Commissioni, nell’ambito degli incarichi conferiti alle stesse, sono invitati a   riferire al Comitato esecutivo, presenziando in tal caso alle riunioni di questo senza diritto di voto.

Art. 22. - Riunioni degli organi dell’Associazione

Le adunanze e le riunioni di tutti gli organi dell’Associazione si tengono, oltre che nella sede legale, anche nei locali di rappresentanza di Milano. Le adunanze e le riunioni possono essere tenute anche fuori dalle predette sedi ed anche utilizzando tecniche di comunicazione a distanza che permettano l’identificazione dei partecipanti.

Art. 23. - Cariche associative

I Vicepresidenti e i componenti il Consiglio direttivo possono essere eletti solamente tra persone le quali rivestano, presso imprese ed enti associati in qualità di soci effettivi, la carica di Presidente o di Vicepresidente o di Amministratore delegato o comunque di componente il Consiglio di amministrazione ovvero quella di Direttore generale. La cessazione da tali ruoli presso l'impresa o l'ente di appartenenza al momento della nomina comporta la decadenza dalle cariche rivestite nell’Associazione.

L'opera dei componenti degli organi dell'Associazione nell'adempimento dei compiti inerenti alle loro cariche è prestata gratuitamente, salvo quella inerente alla carica di Presidente e salvo diversa deliberazione dell'Assemblea per altre particolari cariche.

Art. 24. - Collegio dei Revisori

L'Assemblea nomina tre Revisori effettivi e due supplenti che durano in carica per un triennio, dall'assemblea che li ha nominati sino alla seconda assemblea ordinaria che si tiene nel terzo anno successivo. Almeno uno dei Revisori effettivi ed uno dei supplenti devono essere scelti fra gli iscritti nel Registro dei revisori legali. Tutti i Revisori sono rieleggibili.

Il Presidente del Collegio è designato dall'Assemblea fra gli iscritti nel Registro dei revisori legali.

In caso di rinunzia o di permanente impedimento di un Revisore ad esercitare le sue funzioni, la sua sostituzione avverrà con i criteri di cui all'art. 2401 del Codice Civile.

Spetta al Collegio dei Revisori l'esame del bilancio preventivo e del conto economico e finanziario consuntivo da sottoporre all'Assemblea, nonché la sorveglianza di tutte le operazioni patrimoniali, economiche e finanziarie relative al fondo comune dell'Associazione.

Art. 25. - Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei Probiviri è costituito da un Presidente e da quattro membri eletti dall'Assemblea. Essi durano in carica per un triennio, dall'assemblea che li ha nominati sino alla seconda assemblea ordinaria che si tiene nel terzo anno successivo. L'Assemblea elegge, per la stessa durata, anche due membri supplenti.

I Probiviri sono rieleggibili.

I Probiviri hanno l'ufficio di dirimere, anche in qualità di arbitri amichevoli compositori, le controversie eventualmente insorte fra soci, che i soci stessi hanno la facoltà, e non l'obbligo, di deferire al loro giudizio, in ogni caso per il tramite del Presidente dell'Associazione.

Spetta altresì ai Probiviri il compito di esprimere il proprio parere ai sensi e per gli effetti dell'art. 9.

In caso di astensione o di ricusazione di alcuni dei suoi membri effettivi, per i motivi di cui all'art. 51 del Codice di Procedura Civile, gli astenuti o ricusati vengono sostituiti per quella determinata vertenza con i membri supplenti; qualora, ciò nonostante, il Collegio non possa costituirsi nel numero di cinque membri previsto dal primo comma, il Collegio stesso, su richiesta del suo Presidente, può venire integrato con membri sostituti nominati dall'Assemblea per la definizione della particolare controversia, salvo che, nel caso di controversie tra soci, le parti interessate non concordino di rimetterne la nomina al Presidente dell'Associazione.

Art. 26. - Direttori generali

I Direttori generali provvedono - ciascuno nei limiti della macroarea di propria competenza e delle attribuzioni assegnate dal Presidente - all'esecuzione delle deliberazioni degli organi direttivi dell'Associazione e agli atti di ordinaria gestione.

I Direttori generali partecipano, senza diritto di voto, alle riunioni dell’Assemblea e, su invito e sempre senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio direttivo e del Comitato esecutivo. Inoltre i Direttori generali possono intervenire, senza diritto di voto, alle riunioni delle Commissioni permanenti.

Su delega del Presidente, il Direttore generale competente provvede alla gestione finanziaria e amministrativa dell'Associazione e sottoscrive gli atti a ciò necessari.

TITOLO IV

Fondo comune e bilanci

Art. 27. - Fondo comune

Il fondo comune dell'Associazione è costituito:

  1. dalle quote corrisposte dai soci al momento della loro iscrizione;
  2. dalle eccedenze attive della gestione annuale, salvo che l'Assemblea deliberi diversamente;
  3. dalle eventuali erogazioni e lasciti a favore dell'Associazione.


In nessun caso i soci hanno diritto alla distribuzione di avanzi di gestione o del fondo comune.

Art. 28. - Bilancio preventivo e conto economico e finanziario consuntivo

Per ciascun anno solare sono compilati il bilancio preventivo dell'esercizio ed il conto economico e finanziario consuntivo dell'esercizio precedente. Il bilancio preventivo ed il conto economico e finanziario consuntivo sono sottoposti dal Consiglio direttivo all'approvazione dell'Assemblea ordinaria, rispettivamente, entro il 31 dicembre dell'anno precedente ed entro il 31 luglio dell'anno successivo a quello a cui detti documenti si riferiscono.

Il bilancio preventivo ed il conto economico e finanziario consuntivo sono presentati all'Assemblea insieme con la relazione del Collegio dei Revisori; al conto economico e finanziario consuntivo deve essere allegato l'inventario dei beni dell'Associazione al 31 dicembre di ciascun anno. Il bilancio preventivo ed il conto economico e finanziario consuntivo debbono essere presentati al Collegio dei Revisori da parte del Consiglio direttivo dieci giorni prima della data prevista per l'assemblea. Essi, insieme con le relative relazioni del Collegio dei Revisori, debbono restare depositati in copia presso la sede dell'Associazione durante i sette giorni che precedono l'assemblea, affinché i soci possano prenderne visione.

TITOLO V

Disposizioni generali

Art. 29. - Scioglimento dell’Associazione

Lo scioglimento dell'Associazione deve essere deliberato dall'Assemblea con la maggioranza in prima convocazione di due terzi, ed in seconda convocazione di più della metà, dei soci effettivi e dei voti complessivamente ad essi spettanti.

Con le stesse maggioranze e nella stessa riunione, l'Assemblea nomina i liquidatori e delibera la devoluzione del patrimonio ad altra associazione avente finalità analoghe ovvero a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

TITOLO VI

Norme transitorie

Art. 30. - Rimessione in termini

A seguito delle modifiche del sistema contributivo di cui all’art. 7, i soci che non abbiano concorso alla relativa deliberazione possono esercitare il diritto di recesso entro il 15 gennaio 2017, con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2017, in deroga ai termini previsti dall’art. 10, comma primo, lett. a), ferme comunque le altre disposizioni della stessa lett. a).

Art. 31. - Contribuzione per gli anni 2017-2018

Per il solo anno 2017, il contributo individuale annuale dovuto dai soci la cui ammissione sia stata deliberata dal Consiglio direttivo nell’anno 2016, con effetto nel corso dell’anno 2017, sarà calcolato in base all’art. 7, come modificato, fermo restando che il pro rata di tale contributo individuale annuale relativo alle mensilità anteriori alla data di efficacia dell’ingresso nell’Associazione sarà coperto mediante utilizzo di una corrispondente quota delle risorse patrimoniali disponibili dell’Associazione medesima.

Per l’anno 2018, in deroga all’art. 7 i contributi corrisposti da ciascun socio saranno di importo pari a quelli corrisposti nell’anno 2017, senza che trovi tuttavia applicazione il meccanismo correttivo previsto al comma precedente.

Art. 32. - Contribuzione per gli anni 2017-2018 in caso di modifiche soggettive

Fuori dai casi previsti nel precedente art. 31, primo comma, nel caso di ammissione di nuovi soci, questi sono tenuti a corrispondere i contributi previsti e calcolati ai sensi dell’art. 7, ferma per il resto l’applicazione di quanto previsto all’art. 31, secondo comma.

Nel caso di recesso di soci esistenti, torna ad applicarsi quanto previsto all’articolo 7, sempre che il contributo che verrebbe a mancare sia superiore a euro 500.000.

Nel caso di operazioni straordinarie che coinvolgano esclusivamente soci esistenti, i contributi dei soli soci esistenti coinvolti nell’operazione straordinaria sono ricalcolati tenendo conto della natura dell’operazione effettuata. A titolo esemplificativo, in caso di fusione per incorporazione, il contributo della società incorporata sarà integralmente attribuito all’incorporante.

Nel caso di operazioni straordinarie intercorse tra soci esistenti e soggetti diversi e che incrementino la base di calcolo dei contributi, si calcola un contributo, ai sensi dell’art. 7, per la quota della base di calcolo attribuibile ai soggetti diversi, ferma per il resto l’applicazione di quanto previsto all’art. 31, secondo comma.

Nel caso in cui venga a far parte di un gruppo un’impresa o un ente (i) avente le caratteristiche di cui all’art. 3 o, se del caso, di cui all’art. 4 e (ii) non ricompreso tra i soci esistenti, per tale nuova impresa o nuovo ente viene calcolato un contributo ai sensi dell’art. 7, ancorché questo non sia associato.

Nel caso in cui cessi di far parte di un gruppo un’impresa o un ente (i) avente le caratteristiche di cui all’art. 3 o, se del caso, di cui all’art. 4 e (ii) non ricompreso tra i soci esistenti, torna ad applicarsi quanto previsto all’art. 7, sempre che il contributo che verrebbe a mancare sia superiore a Euro 500.000.

Art. 33. - Definizioni

Ai fini dell’art. 32, per “soci esistenti” si intendono i soci che, alla data dell’Assemblea che ha approvato le presenti modifiche dello Statuto, fossero già associati ovvero la cui ammissione fosse stata comunque deliberata dal Consiglio direttivo con effetto nel corso dell’anno 2017 e per “nuovi soci” si intendono i soci la cui ammissione sia stata deliberata dal Consiglio direttivo successivamente alla data dell’Assemblea che ha approvato le presenti modifiche dello Statuto.