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COME SI DETERMINA IL PREMIO DI ASSICURAZIONE

Il premio di tariffa, a parte gli oneri fiscali e parafiscali, è costituito da due voci: 

• il premio puro (l’importo che l’assicuratore incassa per far fronte alle richieste di risarcimento);
• il caricamento (i costi sostenuti dall’assicuratore per l’acquisizione e l’amministrazione del contratto, comprese le spese per la gestione dei sinistri).

Inversione del ciclo produttivo

Quando un’impresa che produce beni materiali o servizi si appresta a vendere il prodotto finito, sa già quali costi ha sostenuto e può determinare agevolmente il prezzo di vendita.
L’assicuratore, invece, quando immette il proprio servizio sul mercato, non sa con precisione quanto gli costerà in termini di sinistri, perché la prestazione è, per sua natura, futura e aleatoria, e quindi incerta.
L’attività assicurativa opera quindi a ciclo produttivo invertito; pertanto l’assicuratore, nello stabilire le proprie tariffe, deve poter essere sicuro che i premi incassati oggi saranno sufficienti a far fronte ai sinistri futuri.

Le statistiche e le analisi attuariali

Per superare questa mancanza di certezza dei costi dovuta all'inversione del ciclo produttivo, è necessario ricorrere a tecniche attuariali che consentano di prevedere il costo dei sinistri futuri.
L’elemento base per procedere a tali stime è dato dalle statistiche, che evidenziano come è variata nel recente passato la sinistrosità dei rischi assicurati e consentono di effettuare previsioni sulla sua evoluzione futura. La "materia prima" per costruire il prodotto assicurativo (il contratto ed il relativo prezzo) è quindi rappresentata dalle statistiche che evidenziano i sinistri e i relativi importi che un numero sufficientemente ampio di veicoli, con caratteristiche simili, hanno provocato in un determinato periodo di tempo. Di norma le statistiche si riferiscono a periodi annuali proprio perché l’osservazione su base annua dei fenomeni dà maggior attendibilità, smorzando gli effetti distorsivi legati alla stagionalità dei rischi: la circolazione stradale risente in maniera determinante del clima e degli eventi atmosferici.
Maggiore è la quantità dei dati (veicoli e sinistri) raccolti, più attendibili sono i risultati.
Per tale ragione le imprese non si basano esclusivamente sui loro dati, ma ricorrono a statistiche di mercato che raggruppano dati di più imprese.
La Banca dati statistica Ania offre, da questo punto di vista, un’attendibilità elevata, analizzando circa il 70% dei rischi e dei sinistri dell’intero mercato R.C.Auto. Le evidenze osservate sono rappresentate dai sinistri (numero e importo) e dai veicoli (macchine assicurate/anno).

Dal premio di rischio osservato al premio puro

Per determinare il costo mediamente sostenuto dall’assicuratore a fronte di ogni veicolo, si suddivide l’importo dei sinistri per il numero dei veicoli assicurati: si ha così il premio di rischio osservato sull’andamento passato.
È evidente che in una teorica situazione di stabilità assoluta nel tempo, senza variazioni nel costo dei sinistri e nel relativo numero, il premio così calcolato potrebbe andare bene anche per i contratti da stipulare in futuro. Poiché, invece, il numero dei sinistri e i relativi costi variano nel tempo, per determinare il premio da applicare nell’esercizio futuro è necessario stimare le probabili variazioni che interverranno e adeguare di conseguenza i dati osservati.
A questo scopo, l’assicuratore valuta nel tempo:
• la frequenza dei sinistri, rappresentata dal numero di sinistri mediamente provocati nel corso dell’anno in esame (numero di sinistri diviso numero dei veicoli);
• il costo medio dei sinistri, determinato suddividendo l’importo globale dei sinistri verificatisi nello stesso anno per il loro numero.
Questi due fattori presentano nel tempo dinamiche completamente diverse e devono pertanto essere valutati, nella loro evoluzione temporale, separatamente.
La frequenza sinistri osservata dovrà essere corretta e riferita al periodo in cui la tariffa andrà in vigore, valutando il fenomeno "circolazione" nel suo complesso (evoluzione del parco auto, sicurezza dei veicoli, qualità della viabilità, intensità del traffico, comportamento dell’utenza, prevenzione….).
Il costo medio del sinistro è determinato soprattutto da dinamiche specifiche del settore, che poco hanno a che vedere con l’inflazione e che presentano anche aspetti patologici. È il caso del danno alla persona, che presenta un tasso deciso di crescita, nel numero e nell’entità, in funzione anche di decisioni giurisprudenziali (danno biologico).
Anche il costo del danno a cose (sostanzialmente i costi di sostituzione e di riparazione dei veicoli danneggiati) aumenta in misura superiore all’inflazione; ciò avviene per effetto dei prezzi delle auto e dei relativi ricambi, per i costi orari di mano d’opera applicati dagli autoriparatori e, infine, per l’evoluzione della tecnica di costruzione dei veicoli che, in caso di danno all’autovettura, spinge a sostituire le parti danneggiate in luogo della riparazione delle stesse, economicamente meno onerosa.
La proiezione di questi due fattori (frequenza sinistri e relativo costo medio) è un’operazione tanto importante quanto delicata nell’attività dell’impresa di assicurazione: una sottostima porta a premi insufficienti e, quindi, a perdite tecniche, mentre una sovrastima porta a premi eccessivi e mette il prodotto dell’impresa fuori mercato.
Determinati la frequenza dei sinistri ed il valore medio del danno, riferiti al periodo in cui sarà vigente la tariffa che si costruisce, non resta che moltiplicare tra loro questi due fattori per ottenere il premio puro, ossia il premio da applicare mediamente ad ogni contratto per far fronte al pagamento dei sinistri che in previsione si verificheranno.
La procedura, tuttavia, non è ancora conclusa: il premio così costruito va depurato del cosiddetto "fattore finanziario", ossia di un importo corrispondente al reddito finanziario che l’assicuratore ottiene dall’investimento delle "riserve tecniche" date dagli accantonamenti dell’incasso anticipato dei premi rispetto al momento del pagamento dei sinistri.
Infatti, nel periodo che intercorre tra l’incasso dei premi e il pagamento dei sinistri, le risorse acquisite vengono investite dall’assicuratore in attività economiche appropriate ed i relativi proventi vanno a beneficio degli assicurati per l’effetto riduttivo che essi hanno sul premio.

Caricamenti

Se al premio puro così determinato si aggiungono i caricamenti per le spese di gestione e i pagamenti delle provvigioni, si ottiene il costo medio che, in prospettiva, l’assicuratore dovrebbe sostenere per una specifica categoria di veicoli.